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PNEI PsicoNeuroEndocrinoImmunologia Veterinaria

admin by admin
Settembre 20, 2018
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PNEI PsicoNeuroEndocrinoImmunologia Veterinaria
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La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) è lo studio delle relazioni tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo: psichico, nervoso, endocrino e immunitario, questi sistemi interagiscono tra loro e sono influenzati dagli stati psicologici. L’obiettivo primario della PNEI è lo studio riunificato di sistemi psico-fisiologici che sono stati analizzati da almeno 200 anni in maniera separata e autonoma.

PsicoNeuroEndocrinoImmunologia PNEI

La PNEI di per sè non pone più attenzione alla mente rispetto al corpo o viceversa, ma si sforza di chiarire quelle connessioni che rendono sistema nervoso, mente, immunità e regolazione ormonale un unico e complesso sistema di controllo, promuove lo studio dell’organismo nella sua interezza e nel suo fondamentale rapporto con l’ambiente.

Si definisce senza ombra di dubbio, che la neuroendocrinologia sia la madre “biologica” della Psiconeuroendocrinoimmunologia, molti scienziati nel secolo scorso studiarono la comunicazione chimica tra il cervello e le ghiandole endocrine, ancora oggi si continuano a scoprire peptidi rilasciati dalle cellule nervose che influenzano il complesso sistema ormonale.

La neurosecrezione

Due scienziati tedeschi, Ernst Scharrer (1905-1965) e Berta Vogel (1906-1995), già verso la fine degli anni Venti del secolo scorso, identificarono un’attività degli assoni di neuroni ipotalamici che definirono di tipo endocrino. Venne pertanto avanzata per la prima volta l’ipotesi che l’ipotalamo rilasciasse ormoni, in particolare verso la parte posteriore dell’ipofisi. Scharrer e Vogel chiamarono questa attività “neurosecrezione”.

All’inizio degli anni Cinquanta, un medico inglese Geoffrey W. Harris (1913-1971), riprendendo le ipotesi di Scharrer e Vogel presentò in modo più ampio le tesi e i concetti della neuroendocrinologia, che vengono così riassunti:

Gli stimoli ambientali esterni (fattori fisici, patogeni) e interni (emozioni, stress) causano cambiamenti nella produzione degli ormoni surrenalici, tiroidei e gonadici, tramite la produzione di ormoni ipofisari stimolati da fattori ipotalamici che ne inducono il rilascio.

Quindi, afferma Harris, è l’ipotalamo, con i suoi releasing factors, a dirigere la danza: non è l’ipofisi, fino ad allora identificata come il direttore dell’ “orchestra endocrina” dell’organismo. Nel novembre del 1969 fu identificato l’ormone ipotalamico, il THR (ormone ipotalamico che induce rilascio della tireotropina ipofisaria TSH), nel 1971 fu scoperto il
GnRH, l‘ormone di rilascio delle gonadotropine un ormone peptidico di origine ipotalamica che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, e poi fu la volta dell’ormone GH (ormone della crescita) e, per finire nel 1981 si giunge alla scoperta del CRH, l’ormone che attiva l’asse dello stress.

L’ipotalamo il cervello viscerale

E’ l’ipotalamo che regola la produzione di tutti gli ormoni dell’organismo, se ne distinguono  due aree funzionali: una anteriore, ad azione prevalentemente parasimpatica e impegnata nel mantenimento dell’omeostasi interna e una posteriore, ad azione simpatica, che fornisce sostegno autonomo ed endocrino alle attività fisiche e mentali dell’organismo.

L’ipotalamo interviene, equilibra, modula e controlla:

  • Il battito del cuore
  • La termoregolazione
  • Il Sonno
  • Il peso corporeo
  • La salivazione
  • La sudorazione
  • La pressione
  • Modula la secrezione ormonale
  • Interviene sulla dilatazione delle pupille
  • La peristalsi intestinale
  • Controllo diretto sulla midollare del surrene
  • Controllo del sistema neurovegetativo
  • Regolazione delle emozioni e dei comportamenti
  • Regolazione della memoria
  • Regolazione del ciclo sonno-veglia e dei ritmi circadiani

L’ipotalamo il SUPERVISORE dell’ipofisi

Oltre a svolgere importanti funzioni di regolazione del sistema nervoso, l’ipotalamo secerne ormoni che agiscono sull’ipofisi stimolando o inibendo la liberazione degli ormoni ipofisari, gli ormoni ipotalamici possono influenzare l’ipofisi anche a concentrazioni molto basse.

Una nuova connessione tra la mente ed il corpo

Come scritto sopra, non tanto tempo fa si riteneva che i sistemi dell’organismo fossero indipendenti tra loro, oggi grazie alla PNEI a cui apportano il loro contributo studiosi di diverse specialità come neurologi, psichiatri, biologi molecolari, immunologi, endocrinologi, si indaga su come la psiche, il sistema immunitario, sistema endocrino, sistema nervoso si influenzano reciprocamente.

Il Sistema immunitario e il sistema nervoso centrale sono costantemente in comunicazione: Lo stress

Sempre Selye (anni ’30) definisce lo STRESS una situazione creata da stimoli (stressor) capaci di aumentare la secrezione ormonale, studiando lo stress come una conseguenza di una risposta sistemica dell’organismo, Selye ne distinse tre fasi

  • Una prima fase di allarme causata dall’elemento stressante
  • Una seconda fase di riconoscimento dello stress
  • Una terza fase di resistenza e di risposta metabolica allo stress
La risposta dell’organismo allo stress si ha con la produzione di adrenalina. L’adrenalina agisce su molti organi e tessuti.
 
L’adrenalina viene secreta dalle cellule cromaffini della midollare del surrene in seguito alla stimolazione da parte del sistema nervoso simpatico, è responsabile delle risposte dell’organismo a situazioni che inducono stress e paura o anche esercizio fisico intenso, provoca un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, induce vasocostrizione o vasodilatazione, inibisce la liberazione della noradrenalina, accelera la glicogenolisi nel muscolo e nel fegato, induce con conseguente iperglicemia e aumento di acido lattico nel muscolo e negli adipociti induce un aumento della lipolisi. Stimola la produzione di diversi ormoni (glucagone, tiroxina, paratormone, calcitonina, renina, eritropoietina, gastrina) mentre inibisce la liberazione dell’insulina, ha effetti sul metabolismo provocando la liberazione di acidi grassi dal tessuto adiposo e fa aumentare il metabolismo basale.
 
Gli stressors di tipo fisico
  • Traumi
  • Infezioni
  • Infiammazioni
  • Dolore fisico
  • Forti balzi temperatura corporea
 
Gli stressors di tipo psicologico
  • Paura
  • Gioia estrema
  • Umiliazione
  • Preoccupazione
  • Risentimento
Non tutte le persone reagiscono agli STRESSOR allo stesso modo
Stress acuto e cronico Differenziazione
 
Lo stress acuto non produce danni all’organismo, può ripetersi però frequentemente causando stati di ansia e depressione, tensione alla zona cervicale e problemi gastrici. Lo stress cronico si ha quando non si vedono vie d’uscita a situazioni gravi come lutti, perdite emozionali, stati emotivi negativi.
Tutte le emozioni negative protratte nel tempo abbassano le difese immunitarie e favoriscono l’insorgenza di malattie anche autoimmuni, è sempre più definita la relazione tra lo stress cronico e lo sviluppo di patologie quali, l’infarto del miocardio, l’ipertensione arteriosa, il colon irritabile, dermatiti, eczemi e psoriasi, disturbi d’ansia, depressione, disturbi dell’alimentazione, aumento o riduzione notevole del peso corporeo.

PNEI PsicoNeuroEndocrinoImmunologia Veterinaria Benessere Animale

Anche per gli animali misurare l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è fondamentale per capire e studiare come lo stress influenza il loro benessere.

STRESS, restrizione calorica, alimentazione errata, fatica, paura, possono attivare la produzione di CRH con conseguente aumento dell’ACTH e cortisolo. Va ricordato come nel Morbo di Addison il test che conferma l’Ipoadrenocorticismo è Il test di stimolazione con ACTH, finanche nell’articolo “Cistite idiopatica nel gatto i diveramente calmi“  ho spiegato come i gatti hanno una ridotta risposta del cortisolo all’ACTH e livelli normali di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e che con le modifiche ambientali multimodali MEMO (Multimodal environmental modification) i gatti riducono significativamente i segni comportamentali legati allo stress  e conseguentemente si ha la remissione degli episodi di cistite idiopatica felina. Recenti studi hanno inoltre identificato che i gatti con cistite idiopatica felina sono meno resistenti allo stress e geneticamente programmati per produrre più tirosina idrossilasi che crea norepinefrina, che diventa adrenalina. Il cortisolo e l’adrenalina ai massimi livelli causano danni agli organi interni: GI, polmoni, cuore, e vescica.

Recentemente è stato scoperto come le interazioni tra cane e uomo possono creare un rilascio di ossitocina nei cani, e quando i cani interagiscono con le persone, vediamo che i loro livelli di vasopressina si abbassano (v. articolo Cane aggressivo: scoperto l’ormone Ossitocina-Vasopressina). Questi sono esempi di come lo stress influisce sul benessere animale, e sullo sviluppo di patologie anche importanti.

Conclusioni

Concludiamo questa prima e breve introduzione alla PNEI in veterinaria, ricordandovi che l’ambiente in cui vivono, l’alimentazione, la paura e lo STRESS influenzano in modo netto la salute dei nostri amici animali. La PNEI PsicoNeuroEndocrinoImmunologia Veterinaria permette oggi di poter prevenire le malattie e di poterle guarire impiegando nuove ed importanti metodologie terapeutiche basate sull’approccio integrato della malattia affiancando alle terapie convenzionali le medicine alternative e le terapie olistiche.

 

 

Tags: cistite idiopatica felinaipotalamoPNEI PsicoNeuroEndocrinoImmunologia VeterinariastressStressorStressors
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